24 Maggio giorno di lutto

Intellettuale libertino da 425245

Pansa ripercorre più di mezzo secolo di storia e gli incontri con eroi sconosciuti e con tanti protagonisti del giornalismo e della politica. Quando aveva otto anni, il bambino Giampaolo aveva fotografato nella memoria la guerra e le sue conseguenze: i partigiani fucilati, i fascisti ammazzati, ma anche le ragazze che ballavano nude ai festini dei tedeschi e poi alle baldorie degli americani. Il destino di Pansa si compie quando, dopo le mille pagine della tesi sulla guerra partigiana tra Genova e il Po, viene assunto a La Stampa. Il campo risultava troppo affollato. Ma a insidiarli poteva essere un giornale. Sapevo bene chi era Eugenio. Per noi ragazzi di provincia, laici e pencolanti a sinistra, quel settimanale era un Vangelo. E non mi era piaciuto per niente. Era un pomeriggio del gennaio

Cabina, P. Martino, S. È ripresentato qui con pochi ritocchi formali. I rimandi bibliografici non sono stati aggiorna- ti. Sono gli anni del neocapitali- smo e del boom economico, del antecedente centro-sinistra e della prima industria formativo di massa, del neomarxismo e della neoavanguardia. Ma in realtà sta cambiando tutto, in profondità. Finisce qui il dopo- 1 La nozione di «Lungo Sessantotto» sembra destinata a consolidarsi; vedi fra gli altri: G. Mari- no, Biografia del Sessantotto. Utopie, conquiste, sbandamenti, Bompiani, Milanop.

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I personaggi di Plauto come abbiamo chiamato non sono caratteri individuali ma maschere fisse, per questo già noti al pubblico come si presentano sulla scena: anche i nomi propri ribadiscono il loro ruolo. Frequenti i riferimenti ad usi e costumi romani: ad es. Plauto lasciava fuori la realtà e il pubblico con lui. Tutta l'arte teatrale successiva risentirà di Plauto, da Moliere a Goldoni, a Scarpetta, al Barbiere di Siviglia rossiniano, e un po' anche in Shakespeare, come nel Mercante di Venezia, dove l'amore trionfa grazie alle astuzie del servo oppure del barbiere, o dell'amico, e i giovani si sposano ingannando il attempato avaro e libidinoso. Fra tutti, spicca il desiderio amoroso del giovane, a causa del quale egli appare collocato a tutto, persino a sfidare la tremenda auctoritas del padre. Nel Miles Gloriosus ad esempio le passioni sono quasi tutte rappresentate: È la descrizione di un soldato tanto ottuso quanto vanitoso, in cui secondo alcuni studiosi è da cogliere un intento parodistico nei confronti della figura non innumerevole del soldato romano quanto del combattente mercenario greco. Si presenta sempre nelle vesti del gloriosus, cioè del chiacchierone, che si vanta di imprese giammai compiute, spacciandosi per gran seduttore:: un conquistatore immaginario di nemici e di donne, ma sempre smentito dagli avvenimenti delle commedie. Ridendo di questi milites, i romani si sentivano orgogliosi del proprio valore militare. Il primo abile ha lo scopo di presentare il personaggio: il miles viene ritratto finché, davanti a un seguito di schiavi e di armigeri, si pavoneggia come un divo e si lascia adescare dal parassita, che per guadagnarsi da vivere, lo copre di lodi, inventando gesta belliche e amorose che il protettore non ha mai intrapreso.