Volti di donna

Foto reali 146983

In Portrait of My Father, la frequenza con cui la fotografia appare e scompare è determinata dal battito cardiaco di Campbell, registrato nel corso di otto ore mentre l'artista dormiva. Una registrazione digitale del respiro di Campbell regola allo stesso modo l'appannarsi e lo spannarsi dei vetri posti davanti alla fotografia di sua madre. Le fotografie sono chiaramente vecchie, testimonianza di un medium già obsoleto che contrasta con la sofisticata tecnologia elettronica e digitale dell'installazione. Soggetti a una a quanto pare inevitabile metaforicità letteraria, il cuore e il respiro determinano qui l'apparire e lo scomparire di memorie effimere. Le fotografie sembrano vivere, sembrano respirare a loro volta, lampeggiando nella propria opacità.

Ne rappresenta la storia, il ricordo, il pathos. Sua madre Rosa Moretti fu una delle voci di Radio Napoli. A sedici anni invia una carattere con una sua foto a Eduardo De Filippo per proporsi nella sua compagnia, il grande maestro la convoca e la mette in scena la sera stessa. Diventa un punto fisso e inamovibile della compagnia De Filippo, con cui lavorerà per molti anni. Nella sua lunga e straordinaria curricolo ha recitato in drammi, commedie, rivista, teatro sperimentale e di tradizione, cinematografo e televisione. Isa Danieli è stata la musa ispiratrice degli esponenti della nuova drammaturgia napoletana che le hanno dedicato dei personaggi indimenticabili. È ceto un viaggio faticoso, spesso doloroso, di cui custodisco gelosamente i calli sotto ai piedi e sopra il ardimento, ma anche bellissimo. Avere il beneficio di tenere in sala, o assolutamente in scena, chi ha scritto e sta scrivendo per te le parole che dovrai dire penso sia il sogno di chiunque faccia questo glorioso mestiere.

È stato amore a prima lettura; quel suo stile morbido e avviluppante conquista fin dalla prima pagina e la storia di quella coppia di sposi in vacanza non mi ha affidato per tanto tempo dopo che avevo finito di leggere. Noi non disponiamo di poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto. Perché ci lamentiamo della natura delle cose? Essa si è comportata in maniera benevola: la attivitа è lunga, se sai farne abituato. Infatti tutto lo spazio rimanente non è vita, ma tempo. I vizi premono ed assediano da ogni brandello e non permettono di risollevarsi oppure alzare gli occhi a discernere il vero, ma li schiacciano immersi ed inchiodati al piacere. Giammai ad essi è permesso rifugiarsi in se stessi; se talora gli tocca per accidente un attimo di tregua, come in alto mare, dove anche dopo il vento vi è perturbazione, ondeggiano e mai trovano pace alle loro passioni. Pensi che io parli di costoro, i cui mali sono evidenti? Guarda quelli, alla cui buona sorte si accorre: sono soffocati dai loro averi.