Una rivoluzione silenziosa: i cambiamenti demografici delle regioni italiane

Donna per sesso a 111413

Il modello multiregionale impone che le ipotesi siano effettuate a livello provinciale e che i valori per la regione si determinino da una ricombinazione dei valori ipotizzati per le singole province. I profili di mortalità per sesso ed età sono sintetizzati attraverso la speranza di vita alla nascita. Il guadagno in speranza di vita è stato più forte per la popolazione maschile che ha quindi ridotto il differenziale di sopravvivenza a favore delle donne dai circa 6,6 — 6,8 anni dei primi anni novanta agli attuali 4,7. Nel la speranza di vita è stimata in circa 81 anni per gli uomini e 85,4 anni per le donne. L'incremento osservato nel periodo è stato di circa 6 anni per gli uomini e 4 anni per le donne. L'incremento medio regionale si verifica in presenza di variazioni differenziate sulle province, ciascuna caratterizzata da valori propri, inferiori o superiori alla media regionale, e da specifici ritmi di incremento. Il parametro di sintesi analizzato per formulare ipotesi relative all'andamento della fecondità è il tasso di fecondità totale TFTche esprime il numero medio di figli per donna in età feconda convenzionalmente identificata con la fascia di età 15 — 49 anni. Le ipotesi di proiezione interessano separatamente la popolazione italiana e straniera, mentre il valore del parametro per la popolazione complessiva dipende da come le due sotto-popolazioni si combinano nelle varie età ed a come in fase di proiezione cambierà il loro peso tra le donne in età feconda. Nello scenario di riferimento la fecondità sia delle italiane sia delle straniere subisce solo lievi oscillazioni che dovrebbero comportare per la fecondità complessiva un valore di circa 1,45 figli per donna a fronte della stima di 1,42 figli per donna per il

Il 20 e il 21 settembre sono chiamati al voto per le regionali Le donne sono Più donne alle urne, dunque, come accade a ogni tornata elettorale. Un conseguente inferiore alla media Ue 55 e ai punteggi dei maggiori paesi europei: Francia 80,8 , Germania 69,6 e Regno Unito 58,7.

Nel erano state La serie storica degli omicidi per genere Grafico 1 mostra come siano soprattutto gli omicidi di uomini a essere diminuiti in 25 anni da 4,0 per Il diverso andamento degli omicidi di uomini e donne ha dunque completamente modificato il rapporto tra i sessi. Per le donne, che partivano da una situazione molto più favorevole, la diminuzione nel tempo ha invece accompagnamento ritmi molto più lenti, fino ad arrestarsi. Il calo differenziale nel epoca tra i due sessi è ceto favorito anche dalla contrazione degli omicidi legati alla criminalità organizzata, che coinvolgono — esclusivamente o quasi — gli uomini.

Una rivoluzione silenziosa: i cambiamenti demografici delle regioni italiane. La popolazione italiana del secondo dopoguerra ha vissuto cambiamenti importanti. Accanto a una crescita costante della sopravvivenza e al miglioramento della caspita pubblica, ha conosciuto prima un ascesa della natalità fino agli anni del baby boompoi una costante diminuzione aguzzo a metà degli anni Novanta, quando il numero medio di figli per donna ha toccato il valore infimo, inferiore a 1,2. Tutti questi mutamenti si sono innestati su una realtà territoriale che andava modificandosi dal bucato di vista normativo e organizzativo: sono nate le regioni, contraddistinte da caratteristiche demografiche spesso molto eterogenee, con tendenze diversificate nei comportamenti familiari e nei confronti della salute e della migratorietà.