La figlia oscura la recensione: il tormento di una madre imperfetta

Mamma e 238662

Dinamiche che conosce bene la blogger Julia Elle, al secolo Giulia L. Ma la verità era che con la maternità la mia carriera come accade a moltissime donne si è bruscamente interrotta. E non solo. Poi si è rotta anche la mia relazione con Paolo, il papà di Chloe. Una situazione difficile, qualcuna si sarebbe arresa. Perché, come dicono i saggi, è nel cambiamento che si trovano nuove risorse.

Avanti di entrare nei particolari, ricordiamo affinché la storia è incentrata su Leda, madre di due figlie piena di sensi di colpa per un accaduto in costante lotta tra i doveri legati al suo ruolo in congregazione e il lavoro di insegnante. Per ritrovare la sua identità, il adatto essere donna, perduta quando è diventata mamma di Bianca, la primogenita, e Marta, Leda abbandona le sue figlie, per poi tornare indietro nella assortimento qualche tempo dopo. Ora le figlie sono lontane, in Canada dal autore, e Leda ha deciso di abbandonarsi una vacanza in Grecia, che la porterà nel suo passato quando incontrerà Nina e la piccola figlia Elena. La protagonista de La figlia oscura è interpretata da una bravissima Olivia Colman, che con la semplice espressività del viso riesce a dare profondità e consistenza al personaggio da ella impersonato, già complesso di suo. Nella pellicola, infatti, a farla da dominatore è il rapporto tra madri e figlie, che poi è il paura principale della vicenda narrata dalla Ferrante. Essere minimalisti serve? Tra il opuscolo e il film ci sono delle differenze sostanziali. Diciamo pure che gli animali presenti ne La figlia oscura — parliamo del romanzo adesso — hanno tutti una valenza emblematica in quanto rappresentano il lato oscuro della gravidanza che porta il corpo a deformarsi e a sentire dolore.

La serie è una produzione sudcoreana ed è la prima del suo borgo a sfondare le classifiche di apparizione del mondo. È una serie notevole violenta che vede persone disperate accorrere in un gioco dal montepremi eccelso, ma a costo della morte. Il regista Hwang Dong-hyuk ha spiegato, in una intervista a Variety, che voleva scrivere una storia che fosse un'allegoria o una fiaba sulla società capitalistica moderna, per questo motivo ha adibito come escamotage narrativo una competizione estrema che ritraesse in qualche modo la competizione della vita. La peculiarità è data dal fatto che i giochi che dovranno fare i personaggi sono tutti giochi per bambini: perché sono molto facili da capire, gli spettatori potranno focalizzarsi sui personaggi piuttosto affinché farsi distrarre dalle regole. Perchè Squid Game non è ancora disponibile in italiano Squid Game, al momento, non è ancora disponibile in italiano bensм è comunque visibile in lingua autentico coreano e sottotitolato in italiano.